I business angel italiani entrano nell’equity crowdfunding con Doorway

Un gruppo di business angel italiani è pronto a entrare nel mercato dell’equity crowdfunding con una nuova piattaforma.

Doorway: questo il nome della nuova piattaforma di equity crowdfunding creata da un gruppo di business angel italiani.

Di fronte a un mercato in continua crescita, questo nuovo soggetto, basato sull’esperienza dei suoi fondatori, già attivi da anni in Italia e all’estero, punta sull’investimento in società di alto livello e con ottime prospettive

Per ottenere questo risultato, Doorway potrà contare anche su un partner di eccezione: Unipol Banca, che si occuperà, come intermediario, di ricevere e gestire gli investimenti attraverso il portale.

Un ruolo di massima importanza avranno anche i partner e gli advisor che collaboreranno con Doorway nella valutazione e nella scelta delle proposte di investimento.

Business angel italiani: un target accuratamente selezionato

Tratto distintivo di Doorway sarà le particolari caratteristiche che dovranno avere le società selezionate per i finanziamenti.

Sarà previsto un percorso di validazione diverso a seconda che si tratti di PMI oppure di startup.

In particolare per queste ultime, dovranno essere società costituite da meno di 2 anni oppure, se costituite da più di 2 anni, dovranno presentare una crescita dei ricavi superiore al 20% rispetto all’anno precedente, al momento di presentazione della campagna.

Molto interessante è anche il fatto che gli investimenti saranno effettuati attraverso una SPV (società veicolo) che si occuperà di investire le somme raccolte nella società target.

Ovviamente il contratto di investimento che verrà proposto alle società finanziate prevederà tutte le clausole necessarie per la migliore tutela degli investitori, come quelle di drag along e di tag along.

Business angel italiani: un occhio di riguardo per le imprese al femminile

Per quel che riguarda le commissioni sugli investimenti, Doorway intende adottare una politica che favorisca le imprese al “femminile” o caratterizzate da un importante impatto sociale.

Contro una fee ordinaria sulla raccolta pari all’8%, per le società con una componente prevalentemente femminile nel management o fra gli azionisti oppure per le iniziative “Impact”, la fee è prevista al 6%.