Regime Alternativo nel crowdfunding: i primi successi

Il regime alternativo nel crowdfunding, che prevede la possibilità “rubricare” le quote degli investitori, sembra dare ottimi risultati

Alla fine del 2018 sono state lanciate le prime campagne che prevedevano il regime alternativo nel crowdfunding per l’intestazione delle quote.

Si tratta di un’importante semplificazione delle procedure di vendita delle quote acquistate durante una campagna di crowdfuding: infatti l’investitore può decidere di intestare le quote fiduciriamente a un intermediario autorizzato.

In questo caso, nel momento in cui si decidano di vendere le quote, non è necessario l’intervento di un notaio, ma basta semplicemente che l’intermediario modifichi l’intestazione delle quote stesse, con un notevole risparmio di tempo e denaro.

Regime alternativo nel crowdfunding: i primi risultati

Dopo qualche mese dall’introduzione pratica di questo sistema di intestazione di quote, si può già fare un primo bilancio.

Gli investitori sembrano aver recepito l’importanza e i vantaggi che questo sistema porta con sè: da ottobre sono diverse le campagne di crowdfunding lanciate con questa opzione (che viene offerta gratuitamente ai sottoscrittori) e i risultati sono stati più che positivi.

Una delle prime campagne lanciate è stato quello di I-Vitae, con una raccolta di 238.000 euro contro i 150.000 previsti.

Ottimo risultato anche per EquiTicket, start up che ha creato un app per combattere il fenomeno del bagarinaggio, mettendo in contatto che ha un biglietto per un evento a cui non può partecipare e chi è alla ricerca di quel biglietto.

La richiesta di finanziamento era di 50.000 e il ruond di crowdfunding si è chiuso con un capitale raccolto pari a 238.000 euro.

Regime alternativo nel crowdfunding: il risparmio per gli investitori

A tutti gli effetti, le possibilità di risparmio offerte da questo regime alternativo nel crowdfunding sono molto rilevanti.

Di fronte a una spesa (sia che si ricorra a un notaio o a un commercialista) pari ad almeno 1000 euro per il trasferimento delle quote, questo sistema prevede un costo fisso di 35 euro.

Da una parte la semplicità delle procedura, dall’altra l’eliminazione di un costo decisamente effettivo (soprattutto in caso di investimenti non particolarmente consistenti), fanno del regime alternativo nel crowdfunding di intestazione di quote uno dei più interessanti per i “piccoli” investitori.