Emergenza Coronavirus: liberare risorse private per gli investimenti nelle PMI

Nell’emergenza Coronavirus diventa urgente mettere in atto provvedimenti che favoriscano l’entrata di capitali privati nelle PMI

L’emergenza Coronavirus è prima di tutto un’emergenza sanitaria di portata mondiale, di cui è difficile capire i confini e vedere il termine. Ma rischia di trasformarsi in un’emergenza anche per l’economia.

In particolare, sono le PMI a correre il rischio più grave che può dare dal protrarsi della situazione derivata dall’emergenza Coronavirus.

Infatti, questo tipo di aziende, che sono la base del sistema produttivo italiano, non hanno dimensioni e risorse tali da reggere l’impatto di una crisi globale.

E non è nemmeno possibile sperare in un intervento dall’alto (Stato, Commissione Europea, FMI) che sia in grado di garantire per tutti i sussidi necessari alla sopravvivenza delle aziende.

Emergenza Coronavirus: le strategie per liberare i capitali privati

Una soluzione potrebbe arrivare da provvedimenti che rendano più semplici e interessanti gli investimenti nelle PMI.

In particolare, il governo aveva introdotto per il 2020 un incentivo all’investimento in Eltif (come già fatto per i PIR), con una detassazione dei capital gain per le persone fisiche che investano in questi strumenti.

Al momento questa agevolazione non è però attiva, perché non è stata fatta un richiesta formale alla Commissione Europea affinché non siano considerati aiuti di stato.

Venture Capital

Anche per gli investimenti in Venture Capital la normativa aveva previsto un innalzamento dal 30% al 40% delle detrazioni e deduzioni fiscali, sia per le persone fisiche che giuridiche.

Ma anche per questo provvedimento manca la necessaria comunicazione alla Commissione Europea, quindi le modifiche fiscali non sono effettive.

I Fondi Alternativi Riservati

Collegati agli Eltif vi sono anche i Fondi Alternativi Riservati, che non hanno obblighi relativi alla politica di investimento: per questo motivo sono ritenuti più a rischio e quindi riservati a determinate categorie di investitori.

La quota minima di investimenti per questi fondi è pari a 500.000 euro: abbassandola a 100.000 o 200.000, anche questi strumenti potrebbero interessare una quota maggiore di investitori.

In particolare, coloro che utilizzano un private banking, potrebbero avere accesso a questi fondi, immettendo sul mercato delle PMI un’importante quantità di capitale.

Qualunque sia lo strumento scelto e le misure adottate, è molto importante, in questo momento storico segnato dall’emergenza Coronavirus, cercare di liberare risorse per sostenere il futuro del tessuto produttivo italiano.