Decreto rilancio e start up: luci e ombre dei provvedimenti del Governo

Il provvedimento chiave del Governo: misure che potranno risultare utili per sostenere le start up italiane

Decreto rilancio e start up: le grandi promesse del governo non sembrano, almeno per il momento, avere portato a delle misure realmente incisive sulle aziende innovative italiane colpite dalla crisi seguita alla pandemia di Covid 19.

Se infatti, in spirito di collaborazione con il governo, diverse associazioni di categoria (fra cui ItaliaStartup e Assofintech) avevano presentato un pacchetto di proposte urgenti per fare fronte alla crisi, l’esecutivo sembra solo in parte avere recepito queste richieste.

In particolare, sono 3 i provvedimenti su cui il decreto fonda la sua azione di sostegno alle start up:

  • stanziamento di 200 milioni di euro per il Fondo di Garanzia, dedicato alle start up e alle PMI innovative;
  • una detrazione d’imposta, per le persone fisiche che investono in startup o Pmi innovative, pari al 50% (l’investimento detraibile deve essere mantenuto per almeno 3 anni e non può superare i 100 mila euro)
  • stanziamento di 100 milioni di euro (oltre a quelli già stanziati) per la concessione di finanziamenti agevolati secondo il bando “Smart&Start”;
  • stanziamento di 200 milioni di euro per il Fondo di Sostegno ai Venture Capital.
  • estensione per un anno per la permanenza delle start up nel registro delle imprese innovative;

Vi sono poi alcuni provvedimenti “minori”, fra cui:

  • fondo di 4 milioni di euro per lo sviluppo di videogiochi;
  • previsione di un limite di accesso ridotto (500.000 euro) per lo start up Visa;
  • stanziamento di 500 milioni di euro per la creazione di un Fondo di Trasferimento Tecnologico per sostenere ricerca, imprese e start up innovative. Il fondo verrà gestito da Enea.

Decreto rilancio e start up: i provvedimenti dimenticati

Nella bozza del decreto Rilancio erano presenti altri provvedimenti che avrebbero portato sicuro beneficio alle start up e alle PMI innovative, in un tempo relativamente breve e a costo zero per le casse statali, fra cui:

  • moratoria per 12 mesi per le start up che hanno contratto debiti con il sistema bancario.

Decreto Rilancio e start up: cosa aspettarsi per il futuro?

In definitiva il decreto Rilancio sembra in effetti prevedere un sistema di aiuti alle start up.

I problemi potrebbero essere dati dai tempi di esecuzione delle misure, da attuare tramite appositi regolamenti.

I tempi non sono consoni a un’intervento rapido come invece sarebbe auspicabile in questo momento.

Le norme devono ancora passare al vaglio del Parlamento prima delle loro definitiva entrata in vigore.

Si spera che i futuri provvedimenti del Governo prevedano la strutturazione di un piano industriale almeno a medio termine a supporto delle imprese innovative nel nostro paese.