Detrazioni fiscali start up innovative: cosa prevede il Decreto Rilancio

Le detrazioni fiscali per chi investe in start up e PMI innovative potrebbero dare nuovo capitale alle aziende italiane

Detrazioni fiscali start up innovative e PMI: un provvedimento richiesto dal mondo delle imprese e che il Governo ha fatto suo nel Decreto Rilancio.

L’intervento sul regime delle detrazioni fiscali per gli investimenti in start up innovative e PMI è stato infatti inserito nell’art. 38.

L’obiettivo è quello di portare nuovo capitale alle imprese.

Capitale privato, che si dovrebbe aggiungere agli aiuti previsti dal Governo, permettendo alle start up e alle PMI di non perdere competitività sul mercato nonostante la crisi.

Detrazioni fiscali start up innovative 2020: un regime alternativo per gli investimenti

Le norme prevedono un aumento dal 30% al 50% delle detrazioni fiscali per gli investimenti effettuati in start up e PMI innovative.

Si tratta comunque di un regime fiscale alternativo che è valido per gli investimenti effettuati da persone fisiche. Inoltre la norma prevede che:

  • L’investimento non può essere maggiore di 100.000 euro;
  • le quote delle start up o delle PMI innovative devono essere detenute dall’investitore per almeno 3 anni.

Grazie a questo provvedimento gli investitori privati, anche piccoli, potrebbero trovare interessante orientarsi verso le start up, grazie anche all’utilizzo dei sistemi di crowdfunding.

Per un giudizio complessivo su questa misura bisogna però attendere il regolamento attuativo del MISE, che dovrebbe essere emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Detrazioni fiscali PMI innovative: i benefici per chi investe

Il Decreto Rilancio ha previsto anche alcuni provvedimenti dedicati alle PMI innovative, per favorire la ricapitalizzazione delle aziende.

In prima battuta la detraibilità (per le persone fisiche) e deducibilità (per le persone giuridiche) per l’anno 2020 pari al 20% di quanto investito nell’aumento di capitale di una società.

Sono escluse le società che operano nel settore bancario, assicurativo o finanziario.

La somma investita dovrà essere compresa fra i 250.000 e i 2 milioni di euro.

In correlazione alla prima misura, un credito di imposta del 50% sulle perdite che superano il 10% del patrimonio netto, fino al raggiungimento di una somma del 30% dell’aumento di capitale.

Questa beneficio potrà essere efficace solo dopo l’approvazione del bilancio 2020 e fino a un massimo di 800.000 euro.

Questi benefici sono riservati a società con un fatturato compreso fra 5 5 50 milioni di euro e che abbiano registrato nel secondo bimestre 2020 delle perdite pari al 33% del fatturato.

Sicuramente si tratta di provvedimenti importanti, necessari per portare ossigeno al tessuto produttivo nazionale.