Crowdfunding civico

Crowdfunding civico e progettazione partecipata: una risorsa per la Pubblica Amministrazione

Abbiamo già osservato la grande forza e rilevanza della crowd economy  processi partecipativi dal basso e di come le tecnologie, le reti ed internet riescano ad amplificarne le caratteristiche.

Pertanto gli strumenti che ci offre la rete consentendo a milioni di persone di interagire, dialogare, di creare, di segnalare un disagio sociale, di comunicare in modo diverso con la pubblica amministrazione, di insegnare e di apprendere. Alla base del crowdfunding civico c’è tutto questo.

Crowdfunding civico: costruzione di processi cognitivi

Attraverso l’uso corretto degli strumenti offerti dall’era della conoscenza i cittadini possono partecipare pienamente alla costruzione dei processi cognitivi e quindi anche ad un più sano, trasparente, e soddisfacente dialogo con la Pubblica Amministrazione.

E’ in questo contesto che l’alfabetizzazione digitale acquisisce il suo più nobile significato, con la finalità ultima di formare cittadini digitali, ovvero quei cittadini che capiranno l’era in cui stiamo vivendo e potranno trarre il massimo beneficio dall’utilizzo consapevole di Internet. E’ compito della Pubblica Amministrazione  consentire a tutti i ‘city user’ l’accesso consapevole al web.

Crowdfunding civico come risorsa per la Pubblica Amministrazione nella cultura

Un buon esempio di come utilizzare il crowdfunding nella Pubblica Amministrazione è nei  progetti culturali. La cultura significa ricchezza. Diffonde consapevolezza e genera ottimismo. E sono queste le qualità per accettare il rischio di impresa.

Peraltro l’Italia ospita circa il 40% del patrimonio artistico del Mondo e la cultura vale oggi il 5,4% della ricchezza prodotta, offre lavoro a 1,4 milioni di persone. Inoltre l’export di cultura vale più di 38 miliardi di euro e rappresenta oltre il 10% dell’export totale. Percio’ è un fattore trainante e di rilancio per l’ economia.
Eppure le risorse che investono in cultura in Italia sono scarse.

Non basta erogare più risorse da destinare a programmi e spazi culturali. Le politiche di tipo assistenziale non sono più praticabili.

Il crowdfunding rappresenta un valido strumento per la Pubblica Amministrazione per dare forza e stimolo alle energie diffuse della produzione culturale e convogliare verso queste ultime la domanda di sapere, di creatività, della progettazione collaborativa, delle decisioni partecipate.

Crowdfunding civico: nuove frontiere per la Pubblica Amministrazione

Nella crowd economy la Pubblica Amministrazione deve promuove lo scambio di informazioni ed il dialogo con la cittadinanza attraverso l’uso delle tecnologie Internet.

L’obiettivo è quello di contribuire ad aumentare il livello qualitativo dello scambio reciproco di informazioni sfruttando le potenzialità offerte dagli strumenti informatici. Questo approccio consente ai cittadini di acquisire consapevolezza delle attività e dei ruoli propri delle pubbliche amministrazioni e di abolire la distanza fra cittadini e Istituzioni, rendendo visibile l’invisibile.

Anche un sito di un piccolo Municipio può trasformarsi nel luogo dove i cittadini attingono all’ informazione, generando essi stessi altra informazione, con l’obiettivo di promuovere l’attivazione e l’impegno di cittadini consapevoli e rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

La potenzialità insita nell’esistenza di una concentrazione di capitale fisico, intellettuale, sociale e di conoscenza in un qualsiasi centro urbano richiede di essere resa esplicita in un processo di informatizzazione che possa creare le basi per una successiva più ampia partecipazione.

Pertanto questo capitale di intelligenza collettiva dovrà essere sempre di più supportato da un uso più efficace e significativo delle risorse messe a disposizione da Internet.

Oggi più che mai possiamo essere in grado di garantire processi virtuosi e progressivi di ‘contaminazione’, in una logica di sostenibilità.

Il potere della conoscenza condivisa nel crowdfunding civico

Come abbiamo già detto, l’uso di Internet e di tutto ciò che può essere inteso come innovazione non ha e non deve avere un mero connotato tecnologico. Bensì rappresenta conoscenza condivisa, che, oltre ad essere una base per favorire la partecipazione, è il fattore primario di sviluppo, assieme di crescita e inclusione sociale.

Il passaggio da una società fordista ad una caratterizzata dalla quantità e velocità delle comunicazioni, intese come informazioni è quello che contraddistingue la nostra epoca. L’uso del web e le nuove tecnologie è talmente pervasivo da condizionare oramai tutto. Di conseguenza non può essere ignorato neppure dalla pubblica amministrazione. Le istituzioni cittadine hanno il dovere di ascoltare i cittadini, devono usare i canali che il web mette loro a disposizione per consultarli, interloquire con loro in modo democratico.

La partecipazione dal basso nella governance pubblica

Il vantaggio della partecipazione dal basso è dirompente e puo’ e deve esserlo anche nella sfera che riguarda il bene pubblico e la governance. Daltronde, la governance di una una amministrazione intelligente deve praticare politiche fondate sulle reciprocità, sulla bidirezionalità, sui dialoghi con i cittadini, che diventano city users. La tecnologia puo’ favorire, per le sue caratteristiche pervasive, le forme migliori di democrazia rappresentativa che si basino sulla cultura della condivisione, del dialogo e sulla reciprocità.

L’era della conoscenza permetterà all’amministrazione pubblica e la governance cittadina di realizzarsi attraverso scelte consapevoli e condivise con i cittadini.

Si potrà incanalare l’innovazione in direzione del raggiungimento di un fine di benessere sociale.

Questo vale anche per il crowdfunding, che puo’ essere applicato alla sfera pubblica e per questo si parla di crowdfunding civico e progettazione partecipata.

In precedenza abbiamo illustrato esempi storici di crowfunding civico, come la campagna per le donazioni per completare il progetto della Statua della Libertà del 1885 che ha attirato più di 120.000 crowdfunders, molti dei quali hanno dato meno di un dollaro. Una comunità che aveva un obiettivo comune, vedere realizzata l’opera per la propria città.

crowdfunding formazione

Il valore del senso di appartenenza nel crowdfunding civico

Un aspetto di grande importanza del crowdfunding  già richiamato è il risultato che esso da in termini di rafforzamento dei legami nelle comunità e maggiore senso di appartenenza. Questo è tanto più vero per quanto attiene ai luoghi pubblici, di proprietà dei cittadini. Il crowdfunding nel suo processo di condivisione e partecipazione aumenta il rispetto e la conservazione delle proprietà pubbliche.

Quanti esempi ci sono di giardini o luoghi pubblici fatiscenti che cittadini hanno chiesto in affidamento o in adozione e li hanno trasformati in ambienti puliti, sani di ritrovo per la collettività.

Con lo stesso approccio del crowdfunding tradizionale, anche per quello civico si realizzano benefici sia per i soggetti promotori di un’idea/progetto da sviluppare, sia per i soggetti che decideranno di supportare quell’idea/progetto finanziariamente. E si otterrà inoltre un vantaggio per l’intera comunità. Cambierà solamente l’oggetto del progetto: che riguardera’ un prodotto/servizio di interesse pubblico. Si passa dal web per collaborare, aggregare e condividere in modo efficiente per poi trasferire i risultati offline. Il tutto nel rispetto della massima trasparenza.

Infinite possibilità di applicazione del crowdfunding civico per la Pubblica Amministrazione

Nel caso del crowdfunding civico, la partecipazione della Pubblica Amministrazione o dell’ente interessato potrà essere di promozione, validazione o co-finanziamento dei progetti.

E’ utile ricordare che il crowdsourcing e il crowdfunding civico hanno sempre avuto un legame con la  pianificazione urbana. Nel 1968 presso l’Università di Yale si è tenuta la conferenza computer graphics in architecture and design. E’ stato uno dei primi passi verso la progettazione collaborativa in ambienti virtuali, quello che oggi si è evoluto grazie all’uso delle tecnologie.

Si possono citare molti esempi di successo di crowdfunding civico moderno, che spaziano dall’arte e cultura alla costruzione infrastruturale. C’è il progetto che ha  dato modo di creare un ponte che collega due parti di Rotterdam, quello che ha installato reti wi-fi in città per dare ai cittadini accesso libero e gratuito ad Internet, c’è il progetto che ha fatto in modo che il dipinto delle Tre Grazie ritornasse al Louvre (la proprietà era di un privato che ha deciso di vendere il quadro ma i termini di prelazione per enti erano scaduti) o quello di Palazzo Madama che ha fatto tornare in Italia il servizio di porcellana di Meissen appartenuto alla famiglia Taparelli d’Azeglio.

Ma c’è di più oltre alla possibilità di realizzare singoli progetti destinati alla creazione di un bene, la riqualificazione di un luogo o la produzione di un servizio per la collettività: si possono davvero creare i presupposti per la crescita e il supporto ad ecosistemi di cultura e creatività diffusa. Perchè, ad esempio, non creare una appstore per il Comune finalizzato alla produzione di una nuova generazione di app concepite per consentire ai cittadini di godere di un accesso più facile ai servizi pubblici. E tutto questo con una logica dal basso, visto che le app saranno fatte da giovani talentuosi che conoscono il territorio e le nuove tecnologie? Anche questo puo’ essere realizzato con le tecniche del crowdfuning.

Il questo modo il web 2.0 diventa la filosofia che ispira le piattaforme che consentono di sfruttare l’attività collettiva di tutti  e che si traduce in collaborazioni e condivisioni offline, ovvero nella vita reale.