Crowdfunding

Si scrive crowdfunding, si legge innovazione virale

Nel crowdfunding tutti possono avere l’opportunità di realizzare un progetto, un obiettivo importante, un sogno mai realizzato. Non solo chi ha un’idea e ha voglia di implementarla, ma anche chi preferisce cogliere un’occasione semplicemente rendendosi partecipe per la sua realizzazione e quindi usufruendo alla fine dei benefici creatisi.

Ma allora, come sfruttare al meglio questa grande opportunità e su cosa puntare per essere vincenti? Come può chiunque, a prescindere dalle competenze, cogliere utilità e vantaggi dall’epoca in cui viviamo? Come possiamo essere protagonisti di un cambiamento positivo, di un ‘Rinascimento’ del nuovo Millennio?

Il crowdfunding trova la sua base e la sua forza proprio sull’intelligenza collettiva, su quella energia invisibile che trascina e aggrega in un processo di contaminazione virtuosa. Nell’era della conoscenza il crowdfunding trova tutti gli elementi per poter sprigionare al meglio tutte le sue potenzialità.

Il crowdfunding deriva dal crowdsourcing, (da crowd, folla, e outsourcing, esternalizzazione di una parte delle proprie attività) che inizialmente si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi.  La community open source è stata la prima a trovarne beneficio. L’enciclopedia Wikipedia,  viene considerata un esempio di crowdsourcing volontario.

Storia, andamento di mercato e trend di sviluppo del crowdfunding

Il fenomeno del Crowdfunding, che letteralmente significa ” finanziamento folla “, è spesso associato a qualcosa di nuovo e moderno, derivante dalle piattaforme di crowdfunding per la realizzazione di idee e progetti attraverso il web.

Andando a ritroso possiamo scoprire che il crowdfunding non è nato di recente, ma si è evoluto nel tempo partendo da una base diversa. Molti convergono nel sostenere che un pioniere è stato Jonathan Swift, fondatore dell’Irish Loan Fund che ha introdotto il concetto di microfinanziamento. Stiamo parlando del 1700.

Un altro pioniere è il premio Nobel Muhammad Yunus della Grameen bank. La Grameen Bank è una banca che si occupa di microfinanza in Bangladesh e in India negli stati del Bengala occidentale e del Sikkim. Fondata da Muhammad Yunus nel 1976, è stata la prima banca dei poveri. L’ente concede, infatti, microprestiti alle popolazioni povere locali senza richiedere garanzie collaterali e garantendo così il loro accesso al credito.

Un altro esempio eclatante di crowdfunding, in questo caso civico, risale al 1885 quando l’editore Joseph Pulitzer del New York World ha iniziato una campagna per le donazioni per completare il progetto della Statua della Libertà,  che ha attirato più di 120.000 crowdfunders.

Prima dell’avvento di Internet, nel 1991, quindi il crowdfunding non aveva il potere e la forza dirompente e di copertura capillare che sta acquisendo oggi grazie alla rete.

Sviluppo del Crowdfunding moderno

Possiamo risalire all’origine del crowdfunding, nella sua concezione più moderna, partendo dalla fine degli anni novanta, periodo in cui nascono i primi siti web.

Uno dei primi esempio di successo di crowdfunding donation lo troviamo con il gruppo Rock inglese, Marillion, che nel 1997 raccolse 60.000 dollari. I proventi della raccolta erano offerti dai propri fan per finanziare un tour negli Stati Uniti. Dal successo di questo avvenimento nacque SellaBand, piattaforma in cui i fan potevano investire in musica. Nel 2000 seguì JustGiving, sito che raccoglieva fondi per beneficenza, che ha raccolto in 11 anni circa 700 milioni di sterline.

A partire dall’anno 2000, il web ha subito un processo di accelerazione. Internet stava diventando un fenomeno di massa, molte persone avevano i mezzi per accedervi, inoltre, le connessioni andavano via via velocizzandosi.

Colui che ha portato alla notorietà il crowdfunding oltreoceano è Barack Obama, pagando parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori, i quali erano i primi portatori di interesse.

Barack Obama che nel 2008 vinse le elezioni anche grazie agli spiccioli da 10-20 dollari versati da milioni di sostenitori per finanziarne la campagna elettorale in totale trasparenza.

Non a caso è stato proprio Obama a firmare il Jumpstart Our Business Startups – Jobs Act . Insieme a un pacchetto di provvedimenti a favore delle start up ha messo nero su bianco le nuove regole in tema di crowdfunding.

La componente social nel crowdfunding

Tra il 2008 e 2009 nascono le due piattaforme di crowdfunding più popolari: Kickstarter ed Indiegogo. Le due piattaforme sono diventate un simbolo del fenomeno del finanziamento dal basso.

Grazie allo sviluppo della componente social, i progetti acquistavano visibilità, attraverso Facebook, youtube, Twitter, etc. Dopo la nascita di queste due piattaforme, che rappresentano le icone del crowdfunding, l’interesse per questo settore è aumentato così tanto da creare un vero e proprio mercato, anche molto proficuo.

Negli ultimi anni il fenomeno del finanziamento della folla non sembra temere rivali dimostrando una capacità dirompente e tassi di crescita da record.

piattaforme crowdfunding

I numeri del crowdfunding

I risultati del crowdfunding nel mondo

Grazie anche all’alfabetizzazione verso questo tema non sembrano esserci limiti di crescita. La raccolta dal basso ha superato il venture capital. L’ammontare totale di denaro raccolto nel 2016 ha raggiunto 738 milioni di dollari. Il numero totale di investitori per quanto riguarda il solo equity Crowdfunding regolamentato in America dal Titolo III del Jobs Act è aumentato del 158% tra il 2016 e il 2017. E’ da osservare che il regolamento è partito solo il 16 maggio 2016. Sempre in America il ricavato delle raccolte nell’equity è aumentato del 178% dal 2016 al 2017. Mentre il numero di campagne di raccolta concluse con successo è aumentato del 202% nello stesso periodo. Idem è aumentato il numero totale di investitori con un tasso di crescita del 158% nello stesso intervallo.

I risultati del crowdfunding in Italia

Anche l’Italia sembra aver trovato un ritmo di crescita importante. Sono 133 milioni di euro il totale raccolto dal Crowdfunding in Italia fino a fine 2017  per un totale di 15.915 progetti finanziati. Nel 2017 sono stati raccolti più di 41 milioni di euro con un tasso di crescita del 45% rispetto all’anno precedente.

Il report dettagliato del 2017 è pubblicato da Starteed. Include la mappatura delle piattaforme attive, dei progetti finanziati, il totale raccolto e un’analisi dei trends emergenti.

Analisi dei dati di mercato del crowdfunding

I risultati di questi dati mostrano che il mercato, sebbene ancora nel suo stadio di ‘infanzia’, sta crescendo a un ritmo rapido.
La velocità del capitale in offerte finanziate sembra essere stabile senza mostrare segni di attività anormale o comportamento irrazionale degli investitori.
Il rapido aumento del numero di offerte e di investitori dimostra che c’è appetito sia lato imprenditori in cerca di capitali sia dal lato di investitori che cercano di diversificare.
Data l’elevata percentuale di successo, lo strumento equity rappresenta un’alternativa molto strutturata e valida per l’accesso al capitale per le start-up e le PMI.

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